Da sabato mi trovo nella residenza estiva di Twin Peaks. Ma prima di iniziare le mie consolidate "cronache montane", vorrei spendere almeno un post per raccontavi il pazzo fine settimana a cavallo tra il 26 e il 27 luglio scorsi.
Come forse avrete intuito, sono stata a Londra. Mi mancava. Ho bisogno di rivederla, di quando in quando.
Io e lei ci siamo messe in moto all'alba. Il nostro volo low cost da Bergamo a Stansted partiva alle 6.40. Poi pullman fino a Liverpool Station. E Londra, finalmente.
Abbiamo girato la città in lungo e in largo, facendo tappa nei nostri luoghi prediletti. Ci siamo sostenute grazie a numerosi bicchieroni di caffé a portar via, cibo esotico, shopping e scarpe comode.
Ci siamo fermate solo quando, alle 3 del mattino successivo, siamo di nuovo salite sul pullman, stavolta con direzione Stansted. Il nostro volo di ritorno partiva sempre alle 6.40. Siamo letteralmente crollate sui sedili dell'aereo giallo-blu e ci siamo risvegliate a Bergamo.
È stato un tour de force massacrante, ma allo stesso tempo così divertente che non sto nella pelle all'idea di replicarlo.
Non ve lo consiglio, se non siete mai stati a Londra o se la conoscete sommariamente. In quel caso, la capitale inglese merita una visita più approfondita. Ma se siete alla ricerca di un weekend fuori dal comune e non vi spaventano le lunghe camminate, allora fatelo!
Londra si presta ad essere vista e vissuta a tutte le ore del giorno e della notte. Il centro è sempre affollato. I mezzi pubblici di superficie viaggiano senza sosta e sono costantemente presi d'assalto. Molti negozi restano aperti fino a tardi e c'è sempre un locale open 24 hours in cui mangiare o bere qualcosa.
Io mancavo da Londra da ben due anni. Ho trovato molte sorprendenti differenze e parecchie piacevoli costanti. Palazzi demoliti e moltissimi lavori in corso. Nuove tratte della metropolitana. I soliti geniali cartelloni pubblicitari. Ristrutturazioni e ampliamenti nel mercato di Camden Town. Saldi impressionanti. Nuove borse da Harrod's. E via dicendo.
Però, ad essere onesta, 24 ore non bastano. Nonostante ci fossimo imposte una rigida tabella di marcia. Nonostante fossero state bandite le distrazioni commestibili. Nonostante avessimo una provvidenziale tessera dei mezzi pubblici. No, nonostante tutto, 24 ore non sono sufficienti a fare tutto. E ti resta la sensazione di aver lasciato dietro l'angolo l'occasione del secolo.
Ad ogni modo, è stata una gran giornata. Me ne sono tornata a casa con un paio di acquisti niente male, qualche oggettino sfizioso, gli immancabili biscotti, un nuovo stilista di culto, parecchie ore di sonno arretrate, moltissime questioni irrisolte (per esempio: ma perché non aprono uno Starbucks a Milano???), una cotta pazzesca per un commesso della filiale di Covent Garden del succitato stilista, tante cose da raccontare e qualche centinaio di foto.
Che altro dirvi? Vi lascio due immagini che raccontano la mia folleggiante giornata: a sinistra le parole che meglio descrivono Londra e a destra il sorriso che ho avuto in faccia per 24 ore.